Miguel Cervantes Cronologia
1547: Miguel nasce ad Alcalà de Henares da Rodrigo e da Leonor Cortinas. Il padre è medico cerusico (ovvero poco più che salassatore) e forse anche per sfuggire alle persecuzioni derivanti dalla sua qualifica di "cristiano nuovo", cioè con sangue ebraico nelle vene, la famiglia è costretta a continui spostamenti in varie città spagnole.
1564: è a Siviglia, allora uno dei maggiori porti del Mediterraneo. Compie studi umanistici, che prosegue anche a Madrid, dove la famiglia si trasferisce di lì a poco.
1568: per aver ferito in duello un cortigiano è costretto a fuggire in Italia, dove si mantiene al seguito del futuro cardinale Giulio Acquaviva.
1571: si arruola nell'esercito, nella compagnia comandata dal capitano Diego de Urbina, e partecipa alla battaglia di Lepanto contro i Turchi, dove viene ferito al petto e alla mano sinistra, di cui perde per sempre l'uso.
1572: partecipa alle battaglie di Navarrino, di Tunisi e della Goletta.
1575: decide di fare ritorno in patria. Si imbarca a Napoli sulla galera "Sol". All'altezza della Provenza, la nave subisce l'attacco di pirati barbareschi. Cervantes è catturato.
1575-1580: trascorre cinque lunghi anni di prigionia nelle carceri di Tunisi, con vari tentativi di fuga, tutti falliti.
1580: grazie all'interessamento di un frate, che con una colletta mette insieme la somma dovuta per il riscatto, Miguel viene liberato e può fare ritorno in Spagna.
1584: esce la prima opera di Cervantes, il romanzo pastorale La Galatea. Si sposa con Catalina de Salazar.
1587: accetta l'incarico di requisitore di grano per la flotta spagnola.
1592: è incarcerato a Siviglia per presunte irregolartà compiute nell'esazione delle imposte.
1597: è incarcerato una seconda volta per debiti.
1603: si trasferisce a Valladolid, dove deve subire le maldicenze della gente sui costumi poco illibati delle donne di casa. Viene anche accusato di un delitto commesso davanti alla sua abitazione e incarcerato per qualche giorno.
1605: esce la prima parte del Don Chisciotte.
1609: viene accolto come confratello nella Congregazione del Santissimo Sacramento, da poco fondata.
1613: escono le Novelle esemplari.
1614: esce il Viaggio di Parnaso.
1615: escono le Otto commedie e otto intermezzi. In dicembre esce la seconda parte del Don Chisciotte.
1616: si ammala gravemente (forse diabete o cirrosi epatica). Muore nella sua casa di calle del Leòn a Madrid il 22 aprile.
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Contents
- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Da Winckelmann a Foscolo: una grecità neoclassica
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Il paese del bel canto nazionale e popolare nel cuore della cultura occidentale: Verdi e non solo
- Nievo: il sogno di una nuova Italia e il romanzo tra Storia e storie
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Un paesaggio globale e un’Europa futura: linguaggi nuovi nell’era postcoloniale e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
