La poetica, le rime e la Liberata
Table of contents
I Discorsi dell’arte poetica e in particolare sopra il poema eroico , costituiscono un trattato che mira a rifondare il poema epico. In particolare, Tasso cerca di gettare le basi di un genere frutto della mediazione, tra l’autorevole normativa dell’epos aristotelico, fondato sul criterio rigoroso dell’unità, e le spettacolari avventure del romanzo cavalleresco, con la sua varietà di temi e situazioni. Il Tasso è quindi convinto che, attraverso una sintesi dialettica, la terza via dell’epos moderno sia possibile. Occorre allora rivedere il concetto di “unità”: non più un movimento narrativo unico e chiuso, contrapposto alla moltitudine delle cose, ma un intreccio aperto agli «amori, cavallerie, venture e incanti, e in somma invenzioni più vaghe e più accomodate alle nostre orecchie». Ecco dunque la «varietà» nell’«unità» che rende il poema «quasi un picciol mondo». Il poema diventa così un universo e l’autore un demiurgo che attraverso l’unità di un disegno può riprodurre l’armonia multiforme del reale e tutte le diversità saranno «con discorde concordia insieme congiunte e collegate».
Va anche ricordato che nelle Considerazioni sopra tre canzoni (quasi dei «piccioli poemi epici») di Giovan Battista Pigna
Per quanto riguarda la storicità della materia si sceglierà una storia «cristiana o ebrea» la cui collocazione temporale (non troppo recente né troppo antica) appaia verisimile affinché (e qui Aristotele
In questa cornice storica (non dimenticando che il Concilio di Trento
Le rime
Accanto al lavoro teorico bisogna collocare la vasta produzione di versi. Le rime tassiane, inscritte nel solco stilistico del petrarchismo, vengono ulteriormente arricchite dalla retorica «grave» di Giovanni della CasaIn realtà, per tutta la vita egli sottopone a revisione sia i singoli componimenti sia la macrostruttura di quello che, nelle sue intenzioni, doveva divenire il suo ampio ma organico canzoniere e non semplicemente una sterminata raccolta disorganica pubblicata per gran parte in stampe non autorizzate o tramandata in versione manoscritta o in forma estravagante. Già nel 1567 erano venute alla luce a Padova le Rime degli Academici Eterei, composte in onore della duchessa di Savoia Margherita di Valois
Verso la Liberata: il Rinaldo
Il giovane Tasso intuisce subito che l’Italia liberata dai Goti del TrissinoLa Gerusalemme liberata
Nel 1565 Tasso riprende il suo poema che conclude nel 1575 con il titolo provvisorio di Gottifredo; ma nel biennio 1575-76 comincia subito il dialogo epistolare della cosiddetta «revisione romana», con alcuni lettori designati dallo stesso Tasso: Sperone SperoniL’azione del poema si colloca alla fine della prima crociata durante la fase di assedio di Gerusalemme rievocando la stagione vittoriosa dell’Europa cristiana. La fonte principale è la Historia rerum in partibus transmarinis gestarum di Guglielmo di Tiro
Gli eroi positivi
Tra gli eroi cristiani, un rilievo particolare è riservato ovviamente a Goffredo di Buglione (modellato sull’Enea virgiliano). Il suo universo etico prevede che le emozioni siano subordinate al senso del dovere che consiste in una missione da portare a termine: la presa di Gerusalemme. Goffredo non dovrà affrontare solamente l’esercito musulmano ma, sul fronte interno, dovrà gestire e contenere la spinta anarchica al molteplice dei suoi cavalieri «erranti» sui quali agisce la fascinazione del molteplice romanzesco. Emblematico è il caso di Rinaldo, giovane eroe votato all’azione e alla gloria, che fugge dal campo crociato e viene sedotto dalla maga Armida nel suo giardino incantato sulle Isole FortunateI protagonisti musulmani
Ma alle debolezze cristiane si avvicendano e si contrappongono, quelle dei musulmani cui si associa però un elemento tragico, cioè la consapevolezza della sconfitta e dell’abbandono divino. L’elegia infelice di Erminia, innamorata senza speranza di Tancredi, è quanto mai sottile e complessa. Le passioni che la dilaniano la rendono un personaggio tenero e vibrante, estranea al mito della guerra, ma pronta all’avventura notturna, con la corazza rubata a Clorinda, che la porta lontano dal campo di battaglia, nell’arcadia serena dei pastori. Erminia vive così di una passione non corrisposta, nella gentilezza di un animo nobile e puro, inerme e, se necessario, avventurosa.Armida, la maga, è l’incarnazione della femminilità narcisistica che incanta e incatena. La sua magia diviene fascino e seduzione. L’amore non è per lei che una trappola in cui far cadere i guerrieri traviati. Ma la sorte (o la provvidenza?) le ritorce contro le sue stesse armi e anche Armida conoscerà la sofferenza ardente della passione. Quando Rinaldo, tornato in sé, decide di abbandonarla, Armida, da conquistatrice, gli si offre come serva. Sul versante maschile, ecco invece Argante con la sua violenza rabbiosa e selvaggia che diventa autodistruzione. Ma è soprattutto Solimano, il titano solitario e senza potere, a vivere sino in fondo la visione tragica di una realtà abbandonata da Dio. La sua profonda autenticità si afferma, prima che Rinaldo lo uccida, mentre contempla «quasi in teatro od in agone, / l’aspra tragedia de lo stato umano». Qui Solimano comprende la sconfitta e l’imminenza della morte: segni enigmatici del comune destino umano. È la verità dei vinti. Come già nei Discorsi dell’arte poetica che accompagnano la stesura dei primi canti della Liberata, il Tasso mira a conciliare la problematicità della storia con il senso angoscioso per le sorti dell’uomo entro una struttura certa e coerente, che conferisca unità a un mondo di passioni e di impulsi centrifughi. Diversamente dalla tecnica narrativa ariostesca dell’entrelacement, qui i molti personaggi e le molte vicende in definitiva si riconducono a due “unità” narrative: un’azione, la conquista di Gerusalemme, e un protagonista, Goffredo. Ciò che importa è far coesistere l’unità con un complesso intreccio di digressioni, muovendo da un nucleo centrale da cui si dipartono gli episodi secondari legati ai vari personaggi, e orchestrando così una sapiente partitura di sequenze e di storie, che diviene tensione, equilibrio dinamico del racconto.
Meraviglioso e verisimiglianza
Ma l’unità ha anche un valore ideologico rispetto alla “molteplicità” confusa. La monarchia viene dunque proposta all’inizio del poema attraverso la nomina divina di Goffredo in qualità di comandante supremo delle forze cristiane accreditando così un ordine verticale. Stato e poema in qualche modo coincidono e costituiscono una sorta di “organismo vivente” in accordo con la nozione aristotelica di gerarchia ordinata. Ma in concreto il molteplice resta una sfida, una tentazione, un ostacolo all’interno della trama narrativa che diviene anch’esso parte della trama. La «verisimiglianza» include anche il “meraviglioso” della magia e del sovrannatuale. È il “meraviglioso cristiano” che dà spazio alle apparizioni demoniache, ai riti notturni di un immaginario, vivo e reale anche ai tempi del Tasso, dell’informe e del non-umano. La magia diventa così uno strumento espressivo per esplorare la vita interiore e gli impulsi più oscuri dell’uomo.Nella Liberata assistiamo a un diverso uso della magia rispetto alle modalità più libere e ingenue della tradizione cavalleresca. Questo “meraviglioso cristiano” permette al Tasso di motivare la presenza di forze occulte anche all’interno di un ordine divino e provvidenziale. Il “meraviglioso” della Liberata può quindi avvalersi di quelle categorie di origine ermetico-platoniche quali la distinzione tra magia naturale e magia cerimoniale (argomento scottante nel Cinquecento che vide schierati anche Ficino
La lingua del poema
Oltre che di una nuova lingua epica e dispositivi retorici adeguati, l’universo verbale del Tasso si avvale di una parola che riesce a fondere gli elementi pittorici con le emozioni dei suoi personaggi. L’ottava della Liberata cerca sempre di visualizzare gli eventi e i pensieri per farli diventare spettacolo, messa in scena e centro visibile di affetti e passioni. Così, impiegando le immagini e le loro associazioni emotive, Tasso inventa una sorta di montaggio patetico che scandisce la narrazione attraverso un « parlar disgiunto», una struttura paratattica di frasi in sequenza, quasi come altrettante inquadrature di un film. Questa disposizione figurativa e patetica in forma di chiasmo si riflette anche nell’organizzazione dello spazio. Il paesaggio assume un valore preminente proprio perché rimanda all’interiorità affettiva dei protagonisti e ne illumina il destino. Si ricordi che sta del resto nascendo nelle arti figurative il paesaggio come nuovo genere rappresentativo. La Gerusalemme liberata è un poema che si può vedere. Il poeta della Liberata è davvero un narratore, che ha il gusto dello spettacolo e vede il mondo come se fosse un teatro. La stessa guerra, che all’inizio è uno spettacolo festoso, conduce alla fine a un campo di cadaveri e di distruzione, di sangue e di fango, una “orribile armonia” in cui l’esistenza scopre la dissonanza, la ferita antica, la lacerazione dell’essere. E su questa polarità si costruisce anche la storia individuale dei personaggi.Verso la Conquistata
Ma la Gerusalemme continua a vivere, a cambiare, a crescere. Subito dopo aver concluso la Liberata, a parte le sollecitazioni e le proposte (o i sospetti) dei revisori romani, il Tasso, con la ferma consapevolezza che gli viene dalla rilettura e dallo studio dei classici, delle sacre Scritture e delle opere dei Padri della ChiesaPage last modified on Wednesday 02 of December, 2009 16:21:03 CET
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Contents
- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Ugo Foscolo e la logica del Neoclassicismo
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Appunti sul melodramma italiano dell'Ottocento e sulla sua fortuna europea
- Ippolito Nievo: le Confessioni di un franc chasseur della letteratura
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- La letteratura italiana del Novecento: un itinerario europeo
- Letteratura e cinema nel Novecento
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Il fumetto in Italia, una narrazione tra pop culture e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
