L'ascesa del Tasso
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«Io son libero» poteva finalmente scrivere Torquato Tasso alla sorella Cornelia dopo sette lunghi e tormentosi anni di prigionia nell’ospedale di Sant’Anna. Sette anni di ricovero forzato, tra sconforto, allucinazioni e sofferenze disperate. Dal quel carcere di Ferrara veniva liberato nel 1586 un uomo di quarantadue anni provato, invecchiato precocemente, e ancora prigioniero delle ossessioni della sua mente turbata. Tuttavia non era un uomo finito. Sebbene la sua collocazione sociale ed economica siano incerte e i ricordi dei brillanti successi di cortigiano e di poeta stridano con l’amarezza e il grigiore dello stato presente, Tasso spera ancora. E comincia così, incessante e talvolta patetica, la ricerca di protezione presso una corte che non potrà mai più essere quella di Ferrara. Tasso cercherà plauso e consolazione fidandosi ancora del suo valore: «benché la fortuna m’abbia privato di tutti i suoi beni», scrive ancora alla sorella, «non ha potuto privarmi di quelli de la natura». La sorte tuttavia non gli sorride più come un tempo e la parabola esistenziale e mondana ha cominciato la sua discesa. Con la detenzione di Sant’Anna la vita del Tasso subisce una deviazione netta che sempre più lo allontana dalle ambizioni sociali e dai sogni di gloria che sin dalla più tenera età nutriva.
La vita
Nato nel 1544 a Sorrento da Porzia de’ Rossi e da BernardoComincia nel frattempo (1562-64) a stendere anche i Discorsi dell’arte poetica e in particolare del poema eroico, pubblicati nel 1587 e stampati nel 1594, dopo nuove aggiunte, con il titolo di Discorsi del poema eroico. Successivamente riprende, con mano più sicura, le ottave del Gierualemme che diventano i primi tre canti del Gottifredo. Anche la scelta della prima crociata si rivela particolarmente opportuna, perché nel 1571, in seguito alla notizia della vittoriosa battaglia navale di Lepanto
Il nuovo modello dell'Aminta
Nel 1573 viene messa in scena, probabilmente presso la deliziaI personaggi della favola
La bellissima e ritrosa Silvia, la ninfa che non intende cedere alle lusinghe dell’amore cui antepone le gioie della caccia, converte in odio il suo sentimento nei confronti del pastore Aminta da quando questi le dichiara la propria passione struggente. Accanto a loro compaiono i più maturi Tirsi e Dafne che cercano di consigliare, ma invano, i due giovani. Un giorno Silvia viene rapita da un satiroLa parola in scena
Si afferma così la forza lirico-evocativa della parola in quanto lo spettatore deve visualizzare a sua volta ciò che viene raccontato. Si generano, alla fine, due spazi: lo spazio del narratore e quello del fatto narrato, mentre lo spettatore viene continuamente invitato a ricostruire un “teatro mentale” a fronte di una parola teatralizzata, tradotta in gesto, in emozione diretta. Ed è molto significativo che il Tasso, a partire dagli anni della sua prigionia, non parlerà più di questa opera, nemmeno negli intenti di risistemazione delle sue opere.Qui comunque si apprezza già la sua qualità di scrittore romanzesco-sentimentale tra il registro del madrigale e quello del genere pastorale, che si pone a un gradino più basso del linguaggio lirico petrarchesco e si configura come un parlato letterario moderatamente realistico e discorsivo. Accanto a una dominante sensuale – in cui all’amore si accompagna la celebrazione della natura incontaminata dei luoghi – riveste un ruolo fondamentale il motivo drammatico della morte e della instabilità delle cose umane. In fondo Aminta e Silvia percorrono cammini opposti e speculari: il primo passando dall’amore alla morte (la notizia della morte dell’amata lo porta a tentare il suicidio), la seconda, invece, dalla morte all’amore (Silvia scopre di amare il protagonista una volta appresa la notizia della sua morte). I due momenti sono sempre presenti sulla scena, l’uno presuppone l’altro e, benché a lieto fine, la favola pastorale – che in questa commistione di idillio e di dramma prepara la nascita del melodramma – non celebra l’amore solo come mondo dell’eros, poiché la storia amorosa è sempre sfiorata dalle ombre cupe della morte, sovvertendo le aspettative del pubblico e della convenzione teatrale. A ragione è stato notato che l’Aminta, benché tenti di ricreare un mondo perfetto e geometrico dove valgono solo le ragioni incontrastate del desiderio e dell’aspirazione privata alla felicità o il tempo del carnevale, accoglie delle zone oscure e inquietanti che rivelano l’ambiguità di un’armonia costruita dall’immaginazione e dal sogno.
L'arresto
Giunge intanto la conclusione del poema. Ma proprio da questo momento cominciano il travaglio e le ossessioni che renderanno la «mente libera» del Tasso sempre più «confusa ed intralciata», come scriveva GoethePer questo ed altri motivi Alfonso II
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Contents
- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Ugo Foscolo e la logica del Neoclassicismo
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Appunti sul melodramma italiano dell'Ottocento e sulla sua fortuna europea
- Ippolito Nievo: le Confessioni di un franc chasseur della letteratura
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- La letteratura italiana del Novecento: un itinerario europeo
- Letteratura e cinema nel Novecento
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Il fumetto in Italia, una narrazione tra pop culture e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
