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Il piacere di raccontare
4 – Il piacere di raccontare
Da dove nasce questo piacere del racconto? Per cercare di rispondere a tale domanda sarà bene fare una piccola passeggiata dentro la vita di Ludovico Ariosto. Altra domanda: perché proprio Ariosto? Prima di tutto perché è uno dei maggiori letterati italiani, in secondo luogo perché la sua è la vita esemplare di un cortigiano del Cinquecento, in contatto con altre personalità importanti della nostra storia letteraria; infine, perché la sua opera più nota, l'Orlando furioso, ha conosciuto un successo eccezionale anche fuori d'Italia, inducendo altri scrittori a emularlo e determinando qua e là una vera e propria moda tra i lettori, quella stessa di cui si farà beffe Cervantes nel suo Chisciotte; ultima ma determinante ragione: perché il capitolo è intitolato a lui e allo scrittore spagnolo, e questo taglia la testa al toro. Quando sarà il momento daremo un'occhiata anche alla vita di Cervantes, che è parecchio divertente. Per il momento accontentiamoci (si fa per dire) dell'esistenza non troppo avventurosa del nostro Ludovico.Quasi tutta la vita di Ariosto si svolge nelle città e nelle campagne della pianura padana: non è una notizia da poco, dal momento che c'è chi ha messo in relazione questi dati ambientali con un certo tipo di scrittura, per l'appunto un po' vanverante e svagata, che da Ariosto arriva direttamente ad autori moderni come Gianni Celati
Ma poiché i paesi della Bassa sono effettivamente pieni di gente che ama raccontare i casi propri e vantarsi di quello che fa, e di altra gente che ama ascoltare questi racconti (soprattutto se parlano di gente stramba), noi lo diamo per buono. Tuttavia, dal momento che qui occorre attenersi ai fatti, piuttosto che perdersi dietro ipotesi verosimili ma non inconfutabili, sarà meglio tornare al punto.
5 – I primi anni di Ludovico Ariosto
Ludovico nasce dunque a Reggio Emilia nel 1474. A quell'epoca Reggio è una piccolissima città retta dai duchi d'EsteDi questa gente sconosciuta è piena la storia delle patrie lettere: sono quelli che hanno aiutato i grandi scrittori a scoprire la loro vocazione, o a fortificarla; e i grandi scrittori li ricorderanno nei loro testi: Dante studia con Brunetto Latini
Intanto la famiglia di Nicolò diventa sempre più numerosa: a Ludovico seguono altri undici figli e quando il padre muore, nel 1500, il primogenito è costretto ad occuparsi di tutta la fratellanza e soprattutto di Gabriele, il fratello paralitico.
6 - Ariosto e gli Estensi
E' questa la prima occasione in cui l'attitudine alle lettere di Ludovico fa a pugni con le necessità della vita: tuttavia Ariosto ha una di quelle fortune che capitano a pochi, cioè di essere nel posto giusto al momento giusto. Il posto giusto è Ferrara, il momento è quello degli anni a cavallo tra Quattro e Cinquecento, quando la città emiliana, dominata dalla signoria estense, fortifica la sua vocazione a capitale. Il duca Ercole I intraprende addirittura un ampliamento urbanistico, chiamato appunto dagli storici "addizione erculea"Ariosto entra al servizio di Ercole nel 1497, quando ha 23 anni e suo padre è ancora vivo: nel 1505 anche Ercole muore, lasciando il peso del governo in mano ai figli Alfonso, che sarà il nuovo duca e Ippolito, da poco nominato cardinale: Ludovico passa alle dipendenze di quest'ultimo, inaugurando una stagione della propria vita tutt'altro che piacevole, stando a quello che egli racconta di sé, non troppo distesamente, nelle proprie opere. Un periodo che durerà fino quasi al 1537, l'anno della morte.
7 – I due volti di Ludovico
A Londra è conservato un presunto ritratto di Ariosto (link immagine 1) dipinto da Tiziano8 - Il parere di De Sanctis
Non basta: se leggiamo l'Orlando furioso ne trarremo l'impressione di un autore dalla prorompente energia inventiva, la cui smisurata creatività riflette un impeto vitalistico quasi inesauribile. Ma Francesco De SanctisInsomma, si può presumere che per Ariosto la pace e la tranquillità, sempre contraddette da questi continui servizi per i suoi signori, fossero davvero un bisogno insopprimibile, e che il trovarsi in mezzo a situazioni di difficoltà a volte estrema, aliene alla sua indole più autentica, gli abbia dato la possibilità di riflettere sugli infiniti casi degli uomini con un distacco invidiabile.
Anche da questo nasce forse la nota disposizione ironica della pagina ariostesca, la capacità insomma di guardare la vita senza prenderla di petto, e sorridere, magari con un fondo di amarezza, come chi ha quasi tutto compreso dei propri simili, delle loro vanità e delle loro debolezze, senza astio o rancore, anzi con il desiderio di parlarci di noi, e condividere il piacere di una garbata presa in giro (guarda caso si potrebbe dire lo stesso di Cervantes).
Page last modified on Thursday 08 of January, 2009 17:46:19 CET
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Contents
- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Ugo Foscolo e la logica del Neoclassicismo
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Appunti sul melodramma italiano dell'Ottocento e sulla sua fortuna europea
- Ippolito Nievo: le Confessioni di un franc chasseur della letteratura
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- La letteratura italiana del Novecento: un itinerario europeo
- Letteratura e cinema nel Novecento
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Il fumetto in Italia, una narrazione tra pop culture e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
