Gli anni della produzione principale
7. La famiglia Porta tra austriaci e francesi
Ma Porta ha imparato ormai da anni come ci si barcamena tra forze politiche avverse, avendo assistito, fin dall’infanzia, alle ripercussioni delle trasformazioni politiche e sociali sulla vita privata della sua famiglia. I Porta, tradizionalmente filoaustriaci, hanno infatti goduto di una discreta agiatezza fino all’avvento di Napoleone: al momento della nascita di Carlo, nel giugno del 1775, il padre Giuseppe ricopre un incarico come funzionario della tesoreria austriaca e la famiglia vive in condizioni agiate. Dopo la prematura morte della madre, a Carlo è concesso di proseguire gli studi a Monza, presso il Collegio di Santa Maria degli Angeli, studi nei quale il poeta si distinguerà come uno degli alunni migliori. Secondo quanto scrive Grossi, uno dei pochi amici con cui Porta si lascia andare a confidenze, il poeta avrebbe inteso poi frequentare la facoltà di Filosofia presso il seminario di Milano, ma avrebbe incontrato l’opposizione del padre, cosa che resterà a lungo alla base di un duro conflitto tra i due. Nei piani di Giuseppe Porta, infatti, la strada del figlio nella carriera impiegatizia è già segnata: sono anni di rabbia e covata ribellione per il giovane Carlo; nelle lettere al fratello emerge l’ostilità e il senso di impotenza nei confronti del padre, che Carlo chiama spregiativamente «il Principale». Tanto più che anche la carriera impiegatizia si rivela tutt’altro che agevole: i conflitti tra Austria e Francia e le ripetute irruzioni napoleoniche a Milano lo costringono ad altalenare da un impiego precario all’altro, al servizio di potenti che non possono che esercitare a giorni alterni la loro protezione.Come avverrà per Belli, anche per Porta è un viaggio a dare inizio a una svolta. Nel 1798 raggiunge a Venezia il fratello Baldassarre e vive per un breve periodo presso di lui, dedicandosi alla lettura dei poeti dialettali veneti e godendosi la spensierata vita cittadina, tra improbabili relazioni sentimentali e prime prove concrete nel campo della poesia. Anche dopo il ritorno nella Milano riconquistata dagli austriaci, Porta non dismette i suoi atteggiamenti scanzonati: i conflitti col padre – e con i numerosi membri della famiglia che in quel periodo trovano ospitalità in casa loro – tendono a inasprirsi ancora, e Carlo cerca scampo nel mondo delle arti e del divertimento. Con alcuni amici fonda la «Società delle Ganasse», ma ciò che avrà maggiormente peso per la sua formazione sarà la frequentazione del Teatro Patriotico, dove Carlo si fa un nome come attore comico: qui si esprime infatti l’anima giacobina di Milano e si propagano le idee riformiste giunte in Italia dopo l’esperienza della Repubblica Cisalpina.
8. Gli anni della produzione principale
Il periodo fino al 1812, l’anno in cui con la Desgrazzi de Giovannin Bongee si apre per Porta la fase dei grandi componimenti dialettali, è dunque ancora soprattutto un periodo di ricerca, ma già vanno delineandosi le condizioni che permetteranno alla musa portiana di esprimersi pienamente. Tra queste figura anche il matrimonio, nel 1806, con Vincenzina Prevosti, vedova di un ministro delle Finanze e figlia di un gioielliere milanese; dopo un anno la coppia avrà il primo figlio, Giuseppe. Vincenzina è inoltre proprietaria di una casa a Torricella di Arcellasco, dove la famiglia trascorre spesso periodi di vacanza che giovano molto alla salute di Porta. E mentre la situazione finanziaria raggiunge una certa stabilità, anche il quadro politico sembra finalmente rischiararsi: nel 1810 si celebrano le nozze tra Napoleone e Maria Luisa d’Austria, evento che promette di aprire un periodo di pace per l’Italia e in occasione del quale Porta pubblica il Brindes de Meneghin all’ostaria.Iniziano anni di grande fervore creativo; così, anche quando l’Austria torna a mostrare il duro volto della dominazione imperiale, Porta ha ormai chiarito a se stesso le linee direttrici della propria poetica, e saprà affrontare con puntualità e ironia gli attacchi dei suoi contestatori. A rafforzare la sua consapevolezza e il desiderio di influire concretamente sulle sorti della realtà circostante contribuisce la fondazione della «Cameretta», circolo di amici che periodicamente si riunisce in casa Porta per discutere di attualità e politica, animato da intenti democratici e liberali. I membri della «Cameretta» – tra cui Berchet, Gaetano Cattaneo, Ermes Visconti, e naturalmente Tommaso Grossi – riflettono su una nuova idea di cultura che rispecchi la mutata realtà delle province lombarde, e attraverso la loro frequentazione Porta entrerà in contatto anche con Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni: quest’ultimo, in particolare, mostrerà sempre grande considerazione per la poesia portiana, traendo ispirazione anche da essa per rappresentare gli ‘umili’ di Milano.
I componimenti dialettali che Porta scrive in questi anni (tra cui Olter desgrazzi de Giovannin Bongee, Ninetta del Verzee, Lament de Marchionn di gamb avert), possono infatti essere considerati come le diverse tessere di un più ampio mosaico sociale, finalizzato a descrivere l’intero mondo dei diseredati: le vicende tragiche – o a volte involontariamente comiche – dei suoi protagonisti non si limitano mai alla nuda ripetizione del fatto, ma rimarcano a tinte forti anche l’ambiente in cui si svolgono, dando al lettore la sensazione di girare da una parte all’altra della città, dal mercato del pesce, ai postriboli, alle piazze, alle viuzze buie del centro.
Page last modified on Wednesday 11 of March, 2009 14:56:53 CET
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Contents
- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Ugo Foscolo e la logica del Neoclassicismo
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Appunti sul melodramma italiano dell'Ottocento e sulla sua fortuna europea
- Ippolito Nievo: le Confessioni di un franc chasseur della letteratura
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- La letteratura italiana del Novecento: un itinerario europeo
- Letteratura e cinema nel Novecento
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Il fumetto in Italia, una narrazione tra pop culture e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
