Giuliano Cesarini

La vita del cardinale Giuliano Cesarini


Un di’ entrato in camera d’uno suo segretario che aveva in mano uno libro, che si chiamava Ermafrodita, fatto dal Panormita, subito che vide entrare il cardinale in camera, gittò il libro aveva in mano drieto a una cassa, e non potè fare sì accortamente che il cardinale non se ne avvedessi. Entrato drento il cardinale in camera di questo segretario, lo domandò quello leggeva. Vergognandosi, istava sospeso a dirlo. Il cardinale ridendo, ch’era molto allegro di sua natura, disse: ‘tu l’hai gittato drieto a quella cassa’, et confessò esser vero. Di poi ne lo cavò, e con grandissima vergogna lo mostrò al cardinale, il quale lo riprese modestamente, dicendogli non era bene lo leggesi, sappiendo che l’era iscomunicatione papale a chi lo leggessi, fatta da papa Eugenio, di poi glielo fece pigliare, et volle lo straciassi, e così fece.

(Vespasiano da Bisticci, Vite, a cura di Aulo Greco, vol. I, Firenze, Nella sede dell’Istituto di Palazzo Strozzi, 1976, pp. 137-156, p. 142)

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