Cronologia di Vittorio Alfieri

1749 Nasce ad Asti, il 16 gennaio. Alla fine di quell’anno muore suo padre.

1758 Frequenta l’Accademia reale di Torino, dove resta sino al 1766.

1766 Entra nell’esercito. Viaggia fra Milano, Firenze, Roma.

1767 Dopo frequenti viaggi in Italia, giunge a Parigi.

1768 Visita l’Inghilterra, l’Olanda, poi rientra in Piemonte e qui legge Plutarco e Montesquieu, Rousseau e Voltaire.

1769 A Vienna incontra il Metastasio, di cui non apprezza la genuflessione davanti all’Imperatrice Maria Teresa. Prosegue il viaggio tra Praga, Dresda, Berlino e Copenaghen.

1770 Visita Stoccolma, la Finlandia e giunge sino a Pietroburgo. Si innamora di Penelope Pitt.

1771 Torna in Olanda, poi in Francia, Spagna e Portogallo.

1772 Rientrato a Torino, fonda l’Accademia dei «Senza».

1773 Si lega a Gabriella Falletti di Villafalletto, suscitando scandalo.

1774 Mentre assiste l’amica convalescente scrive la Cleopatra.

1775 Termina la Cleopatra e progetta il Filippo, il Polinice e il Carlo primo.

1776 Visita la Toscana per lo studio della lingua. Anno di febbrile lavoro: verseggia il Filippo e il Polinice. Stende l’Antigone. progetta l’Agamennone, l’Oreste e il Don Garzia. Traduce Sallustio e compone il primo sonetto delle Rime.

1777 Ancora per ragioni linguistiche si reca in Toscana. Progetta la Virginia e la stende con l’Agamennone e l’Oreste. Scrive Della tirannide, versifica la Virginia. Incontra la contessa d’Albany.

1778 Rinuncia ai suoi beni a favore della sorella. Versifica l’Agamennone. Stende la Congiura de’ Pazzi e il Don Garzia. Verseggia la Virginia e l’Oreste. Inizia L’Etruria vendicata e il trattato Del principe e delle lettere. Progetta la Maria Stuarda.

1779 Verseggia la Congiura de’ Pazzi e il Don Garzia; progetta l’Ottavia, il Timoleone e la Rosmunda, che stende insieme alla Maria Stuarda. Scrive alcune Rime.

1780 Verseggia la Maria Stuarda e la Rosmunda. La contessa D’Albany? abbandona il marito, poi si reca a Roma.

1781 Viaggia tra Roma e Napoli. Termina l’Ottavia e scrive le quattro odi sull’America libera.

1782 Progetta, stende e verseggia la Merope e il Saul. A Roma interpreta il ruolo di Creonte della sua Antigone.

1783 Pubblica a Siena, per i tipi Pazzini, le prime dieci tragedie. Nuova stagione di viaggi tra Siena, Bologna, Ravenna, Venezia, Padova, Ferrara, Milano, Torino. Scrive la quinta ode all’America libera. Parte poi per Londra.

1784 Progetta l’Agide, la Sofonisba e la Mirra. Compone molte Rime.

1785 Scrive il Panegirico di Plinio a Traiano. In Alsazia stende la Sofonisba e la Mirra. Esce il terzo tomo delle sue tragedie.

1786 Termina Del principe e delle lettere, scrive La virtù sconosciuta. Progetta l’Abele, il Bruto primo e il Bruto secondo. Versifica la Sofonisba e la Mirra. Inizia le Satire. Si reca a Parigi con la contessa d’Albany.

1787 Verseggia il Bruto primo e il Bruto secondo. Inizia a pubblicare l’edizione Didot delle tragedie.

1788 Rivede il testo delle tragedie e finisce La virtù sconosciuta. Lavora sulle Rime e scrive i Pareri intorno alle tragedie.

1789 Scrive l’ode Parigi sbastigliato e cura la pubblicazione di molte sue opere.

1790 Scrive la prima parte della Vita. Traduce i primi quattro libri dell’Eneide e opere di Terenzio. Progetta Il conte Ugolino e stende l’Abele.

1791 Si reca in Inghilterra con la contessa D’Albany?, poi a Parigi.

1792 Lascia Parigi, e si trasferisce a Bruxelles, dove viene a sapere dell’arresto della D’Albany?, e si scatena l’ira controrivoluzionaria.

1793 Inizia il Misogallo, rivede il corpus delle Satire e continua a tradurre Virgilio e Terenzio.

1794 Recita, a casa sua, il Saul e il Bruto primo, assumendo i ruoli principali.

1795 Recita, a casa sua, il Filippo, assumendo ora il ruolo di Carlo, ora quello del protagonista, e il Saul, il cui personaggio gli è particolarmente congeniale.

1796 Scrive alcune Rime, alcune Satire e prosegue la prosa del Misogallo.

1797 Prosegue lo studio del greco; legge Erodoto, Tucidide, Senofonte. Comincia a tradurre l’Alceste di Euripide, il Filottete di Sofocle, I Persiani di Eschilo, Le rane di Aristofane. Si occupa anche di letteratura latina e legge Lucrezio, Plauto e Terenzio.

1798 Scrive l’Alceste prima sotto l’influsso del testo di Euripide e inizia a tradurre l’originale che vuole porre accanto al proprio lavoro, con il titolo di Alceste seconda.

1799 Termina il Misogallo, e conclude le Rime. Traduce Terenzio e Virgilio. Legge la Bibbia e Omero in greco.

1800 Progetta le sei commedie.

1801 Stende cinque delle complessive sei commedie, poi è colpito da una grave malattia.

1802 Verseggia le sei commedie.

1803 Conclude la Vita. Fonda l’Ordine di Omero, di cui si proclama «cavaliero». Muore a Firenze ed è sepolto in Santa Croce.

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