Cronologia di Niccolò Machiavelli

1469: Niccolò nasce a Firenze da Bernardo di Niccolò e Bartolomea de' Nelli

1476-1480: intraprende gli studi di grammatica e, subito dopo, quelli di abaco.

1481: segue presso lo Studio di Firenze le lezioni del grammatico Paolo Sasso da Ronciglione.

1494: dopo la cacciata dei Medici e l'instaurazione di una repubblica ispirata ai principi religiosi di Gerolamo Savonarola, Machiavelli si avvicina al partito antisavonaroliano.

1498: in giugno entra nella seconda cancelleria della repubblica e, in luglio, viene nominato segretario dei Dieci di Libertà e Pace.

1499: segue l'assedio di Pisa, città persa da Firenze durante la discesa in Italia di Carlo VIII.

1500: viene inviato in missione in Francia insieme a Francesco Della Casa per discutere al cospetto del re Luigi XII lo scarso impegno mostrato dalle truppe francesi nell'assedio di Pisa.

1501: al ritorno a Firenze compone il discorso De natura gallorum. In autunno si sposa con Marietta di Luigi Corsini, avendone sette figli: Primerana, Bernardo, Lodovico, Guido, Piero, Baccina, Totto.

1502: segue l'ambasciatore fiorentino Francesco Soderini a Urbino in missione presso Cesare Borgia, detto duca del Valentino. Lo scopo è quello di penetrare le intenzioni del duca, che sta silenziosamente effettuando un accerchiamento dei territori fiorentini. Machiavelli ne resterà fortemente impressionato, tanto da rendere il Valentino, anni dopo, protagonista di un'importante capitolo del Principe.

1503: scrive il discorso Parole da dirle sopra la provisione del danaio, centrato sulla necessità di trovare finanziamenti per la ripresa della guerra contro Pisa. Va a Roma in occasione del conclave pontificio dal quale uscirà papa il cardinale della Rovere (Giulio II).

1504: di fronte allo strapotere spagnolo nel regno di Napoli, Firenze invia di nuovo Machiavelli in Francia per chiedere l'aiuto dei francesi.

1505: sono di questo periodo i primi tentativi teorici di dotare Firenze di armi proprie attraverso l'istituzione della milizia.

1507: viene nominato cancelliere dei Nove ufficiali della Milizia fiorentina.

1508: vincendo le resistenze aristocratiche viene inviato in missione presso l'imperatore Massimiliano I, che minacciava di scendere in Italia e regolare con Firenze antiche questioni di denaro. Ne nasceranno il Discorso sopra le cose della Magna e il Ritracto delle cose della Magna.

1509: si impegna nell'addestramento della milizia e parte alla riconquista di Pisa, che cade nel giugno.

1510: prevedendo uno scontro tra il papato e la Francia, Firenze invia Machiavelli in Francia nel tentativo di scongiurare la guerra.

1511: nuova missione in Francia per scongiurare il tentativo di un concilio in funzione antipapale da tenersi a Pisa. Machiavelli ne ottiene il rinvio.

1512: il cardinale Giovanni de' Medici, con l'aiuto dell'esercito papale e di quello spagnolo, entra a Firenze. Il gonfaloniere della repubblica Pier Soderini è costretto a fuggire. Nel settembre i Medici riprendono il potere. A novembre Machiavelli viene destituito dai suoi incarichi politici.

1513: è sospettato di coinvolgimento in una congiura antimedicea: viene arrestato e torturato. Viene successivamente confinato, poi, scoperto innocente, viene amnistiato. Si ritira all'Albergaccio, un suo podere a sant'Andrea in Percussina, presso San Casciano. Risalgono a questo periodo il poemetto Decennale secondo (il primo era stato composto all'epoca della prima missione francese) e il Principe (edito postumo nel 1532). Intrattiene una fitta corrispondenza epistolare con Francesco Vettori, ambasciatore fiorentino a Roma.

1515: frequenta gli Orti Oricellari a Firenze e lavora ai Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio (apparsi postumi nel 1531).

1517-1520: cura gli interessi di alcuni mercanti fiorentini coinvolti in un'istanza di fallimento. Scrive il poemetto L'asino, la Favola (altrimenti chiamata Novella di Belfagor), la commedia Mandragola e L'arte della guerra (edita Firenze nel 1521).

1520: i Medici paiono meno sospettosi nei confronti di Machiavelli. A ciò si deve l'incarico e al somma stanziata dallo studio fiorentino per la composizione di annalia sulla storia fiorentina. Machiavelli è così storiografo della signoria: scrive le Istorie fiorentine, terminate nel 1525 e apparse postume a Roma nel 1532.

1521: a Carpi , dove è in missione presso il Capitolo dei Frati Minori, stringe amicizia con Francesco Guicciardini.

1525: a Roma presenta al nuovo papa Clemente VII (Giulio de' Medici) le Istorie fiorentine. Lo stesso papa lo invia in Romagna per allestire una milizia anti-imperiale. Continua l'amicizia con Guicciardini, nel frattempo diventato presidente delle Romagne.

1526: deciso a rafforzare le mura di Firenze, il papa nomina Machiavelli cancelliere dei Procuratori delle Mura.

1527: i soldati imperiali entrano in Roma e la saccheggiano. È il cosiddetto “sacco di Roma”. Machiavelli muore il 21 giugno a Firenze.

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