Cronologia di Francesco Petrarca
Cronologia
1304 Nasce il 20 luglio ad Arezzo, figlio di ser Petracco di Parenzo (da due anni bandito dalla città di Firenze assieme all’amico Dante Alighieri) e di Eletta Canigiani.1311 La famiglia si trasferisce a Pisa. Qui forse P. conosce Dante
1312 La famiglia si trasferisce ad Avignone. P. inizia a Carpentras gli studi di grammatica sotto la guida di Convenevole da Prato.
1316-1320 Studia diritto a Montpellier
1320 Assieme al fratello Gherardo e all’amico Guido Sette va a a Bologna a seguire i prestigiosi corsi di diritto dell’Università.
1325 Ad Avignone acquista un libro che sarà per lui fondamentale, il De civitate Dei di Agostino
1326 Muore il padre e P. è costretto a tornare in Provenza definitivamente
1328-1329 prende gli ordini minori
1330 Entra come cappellano nella famiglia del cardinale Giovanni Colonna, del cui entourage fanno parte Ludwig van Kempen (Socrate) e Lello di Pietro Stefano Tosetti (Lelio), che diverranno suoi intimi amici.
1333 Viaggia tra la Germania, le Fiandre e la Francia settentrionale. Ad Avignone stringe amicizia col monaco agostiniano Dionigi di Borgo san Sepolcro
1336 il 26 aprile compie insieme al fratello Gherardo la mitica ascensione al Monte Ventoso (Fam. IV 1), che diventa allegoria paradigmatica della sua esistenza di cristiano difettivo. Ad Avignone conosce il grande pittore Simone Martini.
1337 Visita per la prima volta Roma, da cui rimane stupefatto. Nell’estate compra una casa a Valchiusa, che diventerà il luogo ideale per lo studio e la scrittura.
1341 Dopo essere stato esaminato a Napoli da re Roberto d’Angiò, riceve a Roma, in Campidoglio, la corona d’alloro e pronuncia la Collatio laureationis. Durante l’estate, ospite a Selvapiana (Parma) del suo amico Azzo da Correggio, prosegue il lavoro all’Africa e al De viri illustris intrapreso ad Avignone.
1342 Comincia lo studio del greco sotto la guida del monaco basiliano Barlaam.
1343 Conosce ad Avignone, dove è giunto in delegazione, il notaio romano Cola di Rienzo, con cui stringe amicizia. Durante l’estate comincia la stesura dei Rerum Memorandarum libri.
1345 Fugge avventurosamente da Parma, dove infuria la guerra, e si rifugia a Verona passando per Modena e Bologna. Da Guglielmo da Pastrengo ottiene i codici, conservati nella Biblioteca Capitolare, delle lettere di Cicerone ad Attico e al fratello Quinto.
1346 Comincia a Valchiusa la stesura del De vita solitaria; comincia anche la composizione delle prime ecloghe del Bucolicum carmen.
1347 Visita il fratello Gherardo, fattosi monaco, nella certosa di Montrieux e gli dedica poco dopo il trattato De otio religioso. Il 20 maggio a Roma prende il potere con un colpo di stato Cola di Rienzo, proclamatosi tribuno della plebe, osteggiato dalla Curia. P. prende posizione a favore della politica di Cola e i rapporti col cardinale Giovanni Colonna si incrinano; comincia a pensare di trasferirsi in Italia.
1348 La peste nera riduce di più di un terzo la popolazione europea. P. perde l’amata Laura e il protettore Giovanni Colonna
1350 Va a Roma per il giubileo. All’andata e al ritorna si ferma a Firenze, dove ha modo di conoscere i suoi sostenitori, Zanobi da Strada, Francesco Nelli, Lapo da Castiglionchio e Giovanni Boccaccio, col quale stringerà una durevole amicizia.
1351 da Padova, invita l’imperatore Francesco da Carrara a scendere in Italia (Fam. X 1). In marzo lo viene a trovare Boccaccio, che gli reca l’offerta di una cattedra presso lo Studio fiorentino, che P. rifiuta.
1352 Una disputa contro i medici curanti di papa Clemente VI è all’origine del primo libro delle Invective contra medicum. Inizia forse a Valchiusa i Triumphi.
1353 Lascia per sempre la Francia e con un inno all’Italia (Epys. III 24) valica per l’ultima volta le Alpi. Va a risiedere a Milano, ospite dei Visconti, provocando grande scontento tra gli amici fiorentini, in particolare di Boccaccio.
1354 incontra l’imperatore Carlo IV a Mantova.
1356 Va in missione alla corta di Praga, dove viene nominato conte palatino. Tornato a Milano, inizia a riordinare il suo Canzoniere (redazione “Correggio”).
1359 Ospita per circa un mese l’amico Giovanni Bocacccio, con cui, tra le altre cose, discute di Dante. Verso ottobre comincia a rielaborare le sue rime volgari in quella che diverrà la “forma Chigi” dei suoi Rerum Vulgarium Fragmenta.
1361 In gennaio compie l’ultima missione diplomatica: va a Parigi a rallegrarsi con il re Giovanni II da poco liberato dalla prigionia inglese. Si trasferisce da Milano a Padova per sfuggire ad una peste dilagante. Durante l’estate muoiono il figlio Giovanni e il carissimo amico Socrate, dedicatario delle Familiares. Le lettere scritte da questo anno in avanti verranno raccolte nel libro Senilium rerum libri.
1362 Si trasferisce a Venezia, al cui Senato promette di lasciare in testamento la sua preziosissima biblioteca. Scrive a Boccaccio per dissuaderlo dall’interrompere i suoi studi letterari a causa dell’insorgere di scrupoli di coscienza (Sen. I 5).
1363 Muoiono gli amici Lelio, Francesco Nelli e Barbato da Sulmona, cui probabilmente aveva da poco inviato la raccolta delle Epystole.
1364 Assume il copista ravennate Giovanni Malpaghini, che vivrà con lui per alcuni anni. Di suo pugno, col controllo autoriale, ci sono giunte alcune opere del P., fra cui il Canzoniere (Vat. Lat. 3195).
1366 La figlia Francesca e il genero si trasferiscono nella casa del P., dove all’inizio dell’anno nasce il nipote Francesco. Scrive una lunga lettera a Urbano V (Sen. VII 1) dove lo esorta a riportare la sede papale a Roma
1367 Durante un viaggio a Pavia scrive il De sui ipsius et multorum ignorantia, contro quattro giovani averroisti veneziani che avevano dato un cattivo giudizio della sua cultura.
1368 Si trasferisce a Padova, ospite di Francesco da Carrara, che alla fine di aprile accompagna a Udine per incontrare l’imperatore Carlo IV, di nuovo in Italia.
1369 In primavera inizia a costruire una casa ad Arquà, sui colli Euganei, in un terreno donatogli da Francesco da Carrara. Sarà questo il locus amoenus degli ultimi suoi quattro anni di vita.
1370 Pima di partire per l’ultimo viaggio a Roma, stila il suo testamento. A Ferarra è colpito da una sincope e deve far ritorno a Padova.
1371 Probabilmente quest’anno riprende la stesura dell’epistola Posteritati, destinata a tramandare nei secoli il suo ritratto ideale.
1373 Il 4 gennaio spedisce una copia del Canzoniere a Pandolfo Malatesta (“forma Malatesta”). A quest’anno risale anche la “forma Queriniana”. Traduce in latino la novella di Griselda dell’amico Boccaccio (Dec. X 10) che, col titolo De insigni obedientia et fide uxoria godrà di una fortuna molto superiore della forma originaria in volgare.
1374 Il 12 febbraio conclude l’ultimo dei suoi Trionfi, il Triumphus Eternitatis, ed interviene forse per l’ultima volta sull’ordinamento dei testi del Canzoniere. Muore ad Arquà nella notte fra il 18 e il 19 luglio.
Bibliografia recente
F. Petrarca, Opere (Canzoniere, Trionfi, Familiarium rerum Libri), Firenze, Sansoni, 1993 (contiene tutte le lettere familiari con la traduzione di Enrico Bianchi);N. Mann, Petrarca, edizione italiana a cura di G. C. Alessio e L. C. Rossi; premessa di G. Velli, Milano, Led, 1993;
Il Petrarca latino e le origini dell’umanesimo (“Quaderni petrarcheschi” IX e X), Firenze, Le Lettere, 1996;
F. Petrarca, Lettere di viaggio, a cura di N. Tonelli, Palermo, Sellerio, 1996;
M. Ariani, Petrarca, Roma, Salerno, 1999;
A. Noferi, Frammenti per i Fragmenta di Petrarca, a cura e con una nota di L. Tassoni, Roma, Bulzoni, 2001;
R. Fedi, Invito alla lettura di Francesco Petrarca, Milano, Mursia, 2002;
H. Wilkins, Vita del Petrarca, a cura di L. C. Rossi, trad. di R. Ceserani, Milano, Feltrinelli, 2003;
Petrarca nel tempo: tradizione, lettori e immagini delle opere. Catalogo della Mostra, Arezzo, Sottochiesa di San Francesco 22 novembre 2003-27 gennaio 2004, a cura di M. Feo, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 2003;
F. Petrarca, Canzoniere, edizione commentata a cura di Marco Santagata, Milano, Mondadori, 2004²;
F. Petrarca, Le lettere dell’inquietudine, a cura di L. Chines, Roma, Carocci, 2004;
M. Santagata, I frammenti dell’anima. Storia e racconto nel Canzoniere di Petrarca, Bologna, Il Mulino, 2004²;
Petrarca: profilo e antologia critica a cura di L. Chines e M. Guerra, Milano, B. Mondadori, 2005;
Il Petrarchismo. Un modello di poesia per l’Europa, a cura di L. Chines (vol. 1), F. Calitti e R. Gigliucci (vol. 2), Roma, Bulzoni, 2006;
Francesco Petrarca, l'opera latina: tradizione e fortuna. Atti del 16° Convegno internazionale, Chianciano-Pienza? 19-22 luglio 2004, a cura di L. Secchi Tarugi, Firenze, F. Cesati, 2006;
Francesco Petrarca: da Padova all'Europa. Atti del Convegno internazionale di studi, Padova 17-18 giugno 2004, a cura di Gino Belloni, Roma, Antenore, 2007;
F. Petrarca, Gabbiani, a cura di F. Rico, Milano, Adelphi, 2008;
Francesco Petrarca: umanesimo e modernità, a cura di A. De Petris e G. De Matteis, Ravenna, Longo, 2008;
Petrarca europeo, a cura di G. M. Anselmi, L. Tassoni e Beáta Tombi, Bologna, Gedit, 2008.
Sitografia
http://www.bibliotecaitaliana.it/exist/bibit/browse/autore.xq?autore=Petrarca,%20Francescohttp://www.internetculturale.it/directories/ViaggiNelTesto/petrarca/petrarca.html
http://www.mqdq.it/mqdq/poetiditalia/indice_autori_alfa.jsp?scelta=AZ&path=autori
http://www.franciscus.unifi.it
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