Conflitti di saperi e ricerca della verità
8.1 Aristotele e il dibattito filosofico nell’Europa medievale
La cultura filosofica dell’Europa medievale, che a un osservatore lontano pare unitaria e compatta, si rivela a uno sguardo un po’ più ravvicinato percorsa da conflitti accesissimi e animata da dibattiti straordinariamente intensi, che dalle grandi università, come quelle di Parigi e di Bologna, e dalle grandi scuole conventuali, penetra nelle province e nelle città, influendo sulla formazione dei singoli intellettuali e scrittori, sulla loro visione del mondo, sugli strumenti concettuali e terminologici attraverso i quali percepiscono e rappresentano la realtà.La “scoperta” della filosofia aristotelica aveva rinnovato profondamente il pensiero filosofico europeo, aprendo un’epoca razionalistica, che affida il processo conoscitivo a un’epistemologia fondata sulle dimostrazioni logiche. Ma accanto al razionalismo, l’aristotelismo diventa il riconoscimento di un’autorità che non si può mettere in discussione e che offre con le sue affermazioni il punto di partenza a eventuali altre dimostrazioni. Aristotele
Ma in realtà lo stesso aristotelismo medievale
8.2 La tradizione esegetico-simbolica, il platonismo, la mistica
Tuttavia rimane attiva e vivace anche nel Duecento e nei primi decenni del secolo successivo la grande e moltepice tradizione medievale che, anche qui con molte diverse sfumature, si fondava sulla lettura e l’interpretazione della Bibbia e sull’insegnamento dei Padri della Chiesa. In questa secolare tradizione culturale l’esegesi del testo sacro è la fonte di ogni verità: l’autorità e il fondamento della conoscenza non sono riconosciuti ai sistemi logici e razionali dell’aristotelismo ma alla Bibbia e alle tecniche allegoriche dell’esegesi scritturale. Infatti Dio ha lasciato le tracce della verità e della sua volontà nei suoi due libri, la Bibbia e il creato, che gli uomini devono interpretare attraverso tecniche di esegesi simbolica.A queste correnti di pensiero esegetico e simbolico possono essere in qualche misura accostate altre linee della cultura medievale: la tradizione agostiniana; la presenza incerta ma persistente del platonismo medievale
Inoltre il Duecento vede un rinnovato diffondersi di importanti compilazioni enciclopediche, tra cui spiccano, verso la metà del secolo, il De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico
8.3 Dante e i saperi del suo tempo
Nel periodo successivo alla morte di Beatrice, Dante, come racconta egli stesso nel Convivio, frequenta a Firenze «le scuole delli religiosi e le disputazioni delli filosofanti». Due delle scuole certamente frequentate dal poeta sono gli studia conventuali dei domenicani e dei francescani a Firenze. Da qui deriva al poeta una duplice influenza che forse è alla base della complessità dei riferimenti filosofici che si possono incontrare nelle sue opere e in particolare nella Commedia.Il poema dantesco ha una struttura enciclopedica ma non sistematica e manifesta chiaramente un’intenzione totalizzante di rappresentare l’universo nella sua totalità. Questi caratteri del testo conducono Dante ad attingere materiali, elementi, notizie, concetti, terminologie da campi del sapere diversi e anche da singole dottrine filosofiche che non necessariamente egli condivide nella loro interezza. Il poema ha fini complessi, poetici e autobiografici, ma anche morali e religiosi: la purezza dottrinaria nel seguire una singola posizione filosofica non sembra una delle linee guida del poeta.
Per questo non pare opportuno privilegiare in modo esclusivo una sola delle prospettive filosofiche presenti, come invece è stato fatto in passato attribuendo un valore assoluto alla presenza delle dottrine aristoteliche nell’interpretazione di Tommaso d’Aquino (quindi detta tomista). Accanto a questa, indubbiamente presente e significativa, ne esistono molte altre, legate alle diverse interpretazioni dell’aristotelismo, al platonismo, alla tradizione agostiniana, al sapere simbolico e allegorico della tradizione biblica che si ritrova anche nelle enciclopedie e negli scritti “naturalistici”; alla teologia mistica, alla metafisca delle luce, e a molte altre linee e tendenze di cui Dante assorbe e riutilizza singoli elementi e aspetti, per inglobarli nella sua summa enciclopedica e poetica.
Le scienze e le prospettive conoscitive umane sono tutte mobilitate e utilizzate a fondo, e in particolare si porta al limite l’uso delle facoltà logico-razionali per spiegare ogni aspetto della realtà. Ma con altrettanta decisione il poeta insiste nel ribadire i limiti delle facoltà razionali umane nella comprensione dei misteri più profondi del divino.
8.4 Le Atene celestiali e filosofi del nobile castello
Nel IV libro del Convivio Dante immagina una sorta di luogo celeste, «quelle Atene celestiali», in cui si trovano a contemplare concordemente la verità divina i filosofi che pure in vita avevano dibattuto su posizioni del tutto diverse, come i rappresentanti delle grandi scuole filosofiche dell’antichità: «si sale a filosofare a quelle Atene celestiali dove li Stoici e Peripatetici e Epicuri, per la luce della veritade etterna, in uno volere concordevolemente concorrono» (Conv. IV 14 15). È un modo per riconoscere un’armonia nella ricerca dei filosofi di soddisfare il naturale desiderio dell’uomo di conoscere, e tale armomia persiste anche quando, per la fraglità e l’incertezza delle facoltà umane, si giunge a conclusioni diverse.Anche fra gli spiriti magni del limbo, uno dei luoghi oltremondani di cui Dante offre una rappresentazione più innovativa rispetto alla tradizione medievale, si trova un gruppo assai eterogeneo di filosofi, scienziati e sapienti non cristiani, associati nel soggiorno nel luogo nobile e sereno del nobile castello, ma esclusi dalla salvezza paradisiaca e dall’accesso alla suprema conoscenza del divino nella beatitudine celeste. Tutti i filosofi si trovano qui riuniti intorno ad Aristotele
Essi ricevono onore in tale posizione privilegiata, e testimoniano insieme del valore e dei limiti della ragione umana e delle sue più alte espressioni nella filosofia al di fuori della fede cristiana. Non è un caso che i principali fra questi siano poi citati all’inizio del Purgatorio, dove Virgilio ricorderà dolorosamente i limiti della ragione umana nel comprendere i misteri divini e l’esclusione dalla conoscenza della verità di coloro che hanno fidato sulla sola ragione umana: «Matto è chi spera che nostra ragione / possa trascorrer la infinita via / che tiene una sustanza in tre persone. // State contenti, umana gente, al quia; / ché, se potuto aveste veder tutto, / mestier non era parturir Maria; // e disiar vedeste sanza frutto / tai che sarebbe lor disio quetato, / ch’etternalmente è dato lor per lutto: // io dico d’Aristotele e di Plato e di molt’altri» (Purg. III 34-44).
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- Sommario
- Storia della letteratura italiana
- La scena del Mediterraneo
- Italiani, Francesi, Provenzali
- Firenze, Bologna, Parigi: Dante e i saperi del suo tempo
- Petrarca da Avignone a Praga
- Narrare storie dal Mediterraneo all’Inghilterra: circolazione e ricezione di Boccaccio
- Valla, Poliziano, Beroaldo, Erasmo: l’Umanesimo tra Università, accademie e scuole
- Machiavelli e la nuova politica europea
- L’epos ariostesco, il cortigiano, l’hidalgo e la fantasia europea
- Tasso e la soggettività moderna da Montaigne a Milton
- L’Adone, Parigi e una nuova poesia dell’educazione sentimentale
- Shakespeare e il rinascimento italiano
- Il teatro e la novella nel Cinquecento
- Metastasio, il melodramma e la Vienna asburgica
- Milano, Parigi, Londra, Napoli: l’età dei Lumi
- Alfieri: un viaggiatore europeo tra tragico e romanzesco
- Ugo Foscolo e la logica del Neoclassicismo
- Il mondo romantico del dramma e del romanzo
- Le illusioni della natura e dei sogni: Leopardi poeta e filosofo europeo
- L’antilirica della nuova metropoli. Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli
- Appunti sul melodramma italiano dell'Ottocento e sulla sua fortuna europea
- Ippolito Nievo: le Confessioni di un franc chasseur della letteratura
- Sogni d’altrove. Emilio Salgari e il lettore europeo fin-de-siècle
- Una Sicilia europea: da Verga a Pirandello
- Pascoli e l’Europa simbolista
- Le avanguardie storiche: una nuova poesia, una nuova prosa
- La letteratura italiana del Novecento: un itinerario europeo
- Letteratura e cinema nel Novecento
- Letteratura e mercato letterario: l'Europa e l’Italia tra la guerra e la pace
- Il fumetto in Italia, una narrazione tra pop culture e letteratura
- Barbari benefici o Apocalisse?
